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Microimpresa in Romania: tasse all'1% nel 2026, condizioni e limiti

Microimpresa in Romania: tasse all'1% sui ricavi, tetto di 100.000 € l'anno e almeno un dipendente a tempo pieno. È il regime che attira chi apre una SRL rumena, ma dal 1° gennaio 2026 ci entrano meno società e i dividendi costano di più. Qui trovi le regole, i calcoli veri e il momento in cui si esce.

Cosa è cambiato dal 1° gennaio 2026

Tre cose. Il tetto dei ricavi è sceso da 250.000 € a 100.000 € l'anno. L'aliquota del 3% è sparita: dal 2026 c'è una sola aliquota, l'1% sui ricavi, qualunque sia l'attività. E l'imposta sui dividendi è salita dal 10% al 16%.

Le modifiche arrivano dall'ordinanza «trenuleț» di fine 2025 e valgono dal primo trimestre dell'anno. Il tetto si verifica in lei, al cambio BNR del 31 dicembre dell'anno precedente: a un cambio indicativo di 5 lei per euro, parliamo di circa 500.000 lei di ricavi l'anno.

In pratica la microimpresa resta il regime delle piccole società di servizi, commercio o consulenza. Chi fattura oltre 100.000 € l'anno passa all'imposta sull'utile del 16% e organizza la contabilità in modo diverso: i costi deducibili cominciano a contare. Se parti da zero, la guida su come aprire una società in Romania copre tutto ciò che viene prima del regime fiscale.

Le condizioni per restare micro nel 2026

Sono tre, tutte insieme:

Una società nuova entra nel regime micro dalla costituzione se assume nei termini previsti dalla legge e rispetta le altre condizioni. La microimpresa senza dipendenti dal 2026 non esiste più: se l'unico dipendente se ne va hai 30 giorni per sostituirlo, altrimenti passi all'imposta sull'utile.

Se non hai ancora deciso la forma giuridica, leggi la guida su come aprire la partita IVA in Romania: la PFA paga il 10% sul reddito più CAS e CASS a scaglioni, mentre il regime micro esiste solo per la SRL.

Il dipendente obbligatorio: cosa costa e perché conviene comunque

Il costo del dipendente va messo nel calcolo. Un dipendente a tempo pieno al salario minimo significa stipendio netto, contributi trattenuti e contributi a carico della società, pagati ogni mese, che tu abbia fatturato o no. È, di fatto, la «quota fissa» del regime micro.

Il dipendente puoi essere tu, come amministratore con contratto di mandato pagato almeno al salario minimo: i soldi escono dalla società ma arrivano sul tuo conto, con copertura sanitaria e contributi. Per un socio unico che lavora davvero nella società è la soluzione abituale.

Perché conviene comunque: con un utile normale, la differenza tra l'1% sui ricavi e il 16% sull'utile copre spesso il costo del dipendente. Le cifre dei contributi cambiano insieme al salario minimo, quindi le calcoli con il contabile sulla tua situazione, non da una tabella trovata online.

Il calcolo: 1% sui ricavi o 16% sull'utile

La regola: l'1% sui ricavi equivale al 16% sull'utile quando l'utile è il 6,25% dei ricavi. Sotto quel margine l'imposta sull'utile costa meno; sopra vince il regime micro. Poiché la maggior parte delle società di servizi ha margini ben oltre il 6,25%, di norma il micro è più conveniente.

RicaviMargineUtileMicro 1%Imposta sull'utile 16%Più conveniente
30.000 €10%3.000 €300 €480 €micro
60.000 €5%3.000 €600 €480 €imposta sull'utile
95.000 €40%38.000 €950 €6.080 €micro

Gli esempi sono in euro, a un cambio indicativo di 5 lei per euro, e «utile» è ciò che resta dopo tutti i costi, dipendente compreso. Il caso centrale — commercio con margine basso — mostra perché il micro non è automaticamente la scelta migliore: al 5% di margine, il 16% sull'utile costa meno dell'1% sui ricavi.

Il regime micro si applica se rispetti le condizioni; non lo scegli liberamente ogni anno. Puoi però optare per l'imposta sull'utile, e la decisione va presa con il contabile, con il budget reale della tua società davanti.

I dividendi: 16% dal 2026, e quanto resta in tasca

L'imposta della società non è l'ultima. Per portare i soldi fuori dalla SRL li distribuisci come dividendi, e dal 1° gennaio 2026 i dividendi si tassano al 16%, contro il 10% fino al 2025. I passaggi sono quindi due: 1% alla società, poi 16% su ciò che distribuisci.

Esempio: ricavi 60.000 €, costi 20.000 € (dipendente compreso). Imposta micro: 1% di 60.000 € = 600 €. Utile netto: 60.000 − 20.000 − 600 = 39.400 €. Imposta sui dividendi: 16% di 39.400 € = 6.304 €. In tasca ti restano 33.096 €. Il prelievo totale, 6.904 €, è circa l'11,5% dei ricavi e il 17,3% dell'utile lordo di 40.000 €.

Oltre all'imposta sui dividendi, in Romania il contributo sanitario può essere dovuto anche sui dividendi incassati da una persona fisica residente, in base alle soglie dell'anno: un motivo in più per fare il conto con il contabile prima di distribuire.

Quando esci dal regime micro

Esci nel trimestre in cui superi il tetto di 100.000 €. Da quel trimestre fino alla fine dell'anno la società paga l'imposta sull'utile del 16%; i trimestri precedenti restano tassati all'1% e non si ricalcolano.

Lo stesso passaggio scatta se resti senza dipendente per più di 30 giorni o se un socio persona giuridica entra nel capitale. L'uscita vale per l'anno in corso; il rientro nel micro si valuta dall'anno successivo, se rispetti di nuovo le condizioni.

In pratica: segui i ricavi trimestre per trimestre, soprattutto verso fine anno. Se a novembre sei a 98.000 €, una fattura grossa emessa a dicembre cambia il regime dell'ultimo trimestre; parlane con il contabile prima, non dopo.

TVA: 21%, 11% e la soglia dei 395.000 lei

L'IVA rumena, la TVA, è separata dall'imposta sui ricavi. L'aliquota ordinaria è il 21%, quella ridotta l'11%, entrambe dal 1° agosto 2025. La registrazione diventa obbligatoria quando superi 395.000 lei di ricavi; sotto puoi restare fuori dal regime o registrarti per opzione.

A un cambio indicativo di 5 lei per euro, 395.000 lei sono circa 79.000 €: una microimpresa che si avvicina ai 100.000 € è quasi sicuramente anche soggetto TVA. Le due soglie non coincidono e vanno seguite separatamente.

Se lavori con clienti in altri paesi UE ti serve la partita IVA intracomunitaria anche se non sei soggetto TVA in Romania: senza, le fatture verso società italiane o tedesche non si emettono correttamente. La richiediamo all'ANAF nel pacchetto Business.

Per chi vive all'estero: la società paga in Romania, tu dove sei residente

La società paga in Romania; tu paghi dove sei residente fiscale. La tua SRL versa l'1% sui ricavi (o il 16% sull'utile) all'erario rumeno, ovunque tu viva. I dividendi però sono reddito tuo, e il paese in cui sei residente fiscale li tassa con le proprie regole.

Senza trasferire la residenza fiscale, un socio che vive in Italia dichiara i dividendi rumeni in Italia, e l'imposta del 16% pagata in Romania si scomputa, di regola, in base alla convenzione contro le doppie imposizioni. Il risultato dipende dall'aliquota italiana sui dividendi, non dalla Romania.

Regola pratica: l'1% è l'imposta della società, non la tua. Aprire una società in Romania per pagare meno tasse funziona solo se hai chiaro cosa succede ai dividendi nella tua dichiarazione: prima di costituire, parlane con un consulente fiscale nel tuo paese. Noi ti apriamo la società; dove paghi tu come persona è una scelta da prendere informato.

Cosa scegliere alla costituzione con Start4

Il regime fiscale si fissa alla costituzione, e noi lo includiamo nel pacchetto Business a 699 €: la scelta tra micro e imposta sull'utile, la registrazione TVA, e-Factura e una call di 30 minuti con il contabile prima del deposito. Il pacchetto Start costa 399 €, Premium 999 €.

Il deposito avviene tramite avvocato, con procura, in 3–7 giorni lavorativi e senza venire in Romania. I passaggi sono sulla pagina aprire una SRL in Romania, i costi completi nella guida quanto costa aprire una società in Romania.

Dopo la registrazione, la contabilità mensile parte da 99 € al mese, con piani da 149 € e 249 € in base a volume, dipendenti e TVA. Il contabile segue il tetto dei 100.000 €, il dipendente obbligatorio e il trimestre in cui potresti uscire dal micro. Il resto è nelle domande frequenti.

Domande frequenti

Quante tasse paga una microimpresa in Romania nel 2026?

L'1% sui ricavi, aliquota unica. Il 3% è stato eliminato dal 1° gennaio 2026. L'imposta si calcola sui ricavi di ogni trimestre e si versa trimestralmente. A parte, i dividendi distribuiti ai soci si tassano al 16%, sempre dal 2026.

Qual è il tetto della microimpresa nel 2026?

100.000 € l'anno, contro i 250.000 € del 2025. L'equivalente in lei si calcola al cambio BNR del 31 dicembre dell'anno precedente. Se superi il tetto in un trimestre, passi all'imposta sull'utile del 16% da quel trimestre fino alla fine dell'anno.

Posso avere una microimpresa senza dipendenti?

No. Dal 2026 serve almeno un dipendente a tempo pieno oppure un amministratore con contratto di mandato pagato almeno al salario minimo. Se l'unico dipendente se ne va, hai 30 giorni per sostituirlo, altrimenti la società passa all'imposta sull'utile.

Micro o imposta sull'utile: cosa conviene?

Dipende dal margine. L'1% sui ricavi equivale al 16% sull'utile quando l'utile è il 6,25% dei ricavi. Con margini più alti il micro costa meno; con margini sotto il 6,25%, come nel commercio ad alto volume, l'imposta sull'utile è più economica. Il calcolo va fatto con il contabile sui tuoi numeri.

Se vivo in Italia, dove pago le tasse sulla società rumena?

La società paga l'1% in Romania. I dividendi che incassi tu si dichiarano nel paese in cui sei residente fiscale, e l'imposta del 16% pagata in Romania si scomputa, di regola, in base alla convenzione contro le doppie imposizioni. Verifica il tuo caso con un consulente in Italia.

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