Residenza fiscale in Romania: regole, 183 giorni e doppia residenza
La residenza fiscale in Romania si acquista con più di 183 giorni di presenza in 12 mesi consecutivi o con il centro degli interessi vitali nel paese: casa, famiglia, lavoro. Non coincide con l'iscrizione all'AIRE e non dipende dalla società che apri. Qui trovi le regole rumene, quelle italiane, come decide la convenzione in caso di doppia residenza e cosa cambia nelle tasse tue e della società.
Residenza fiscale, residenza anagrafica e società: tre cose diverse
La residenza fiscale è il paese che ha il diritto di tassare tutto il tuo reddito, ovunque sia prodotto: stipendi, dividendi, affitti, plusvalenze. Non si sceglie e non si chiede: la stabiliscono le regole di ciascuno Stato e, quando due Stati ti reclamano, la convenzione tra loro.
La residenza anagrafica è l'iscrizione in un registro della popolazione: l'anagrafe del comune in Italia, l'AIRE per chi vive all'estero, il certificato di registrazione con il CNP per un cittadino europeo in Romania. È uno degli indizi che il fisco guarda, ma da sola non sposta le tasse.
La società è un contribuente a parte. Una SRL rumena paga le sue imposte dove è amministrata, non dove vive il socio. Puoi essere residente in Italia con una società in Romania, o vivere in Romania con una società che il fisco italiano considera italiana. Se stai ancora decidendo se aprire, parti da come aprire una società in Romania.
Le regole rumene: 183 giorni o centro degli interessi vitali
Diventi residente fiscale in Romania in due casi: se sei presente nel paese per più di 183 giorni in 12 mesi consecutivi, oppure se il centro dei tuoi interessi vitali è in Romania, cioè casa, famiglia e lavoro. Basta una delle due condizioni.
I 12 mesi non sono l'anno solare: chi arriva a settembre e resta fino a maggio supera i 183 giorni senza aver passato sei mesi in nessuno dei due anni civili.
Quando superi i 183 giorni presenti all'ANAF, l'agenzia fiscale rumena, il questionario per la determinazione della residenza fiscale, con i documenti che provano casa, famiglia e attività. L'ANAF risponde con una notifica che dice se ti considera residente e da quando. Lo stesso questionario, in versione partenza, si presenta quando lasci la Romania.
Da residente puoi chiedere il certificato di residenza fiscale: il documento che mostri all'Agenzia delle Entrate o a una banca italiana per provare che paghi le tasse in Romania. Senza questionario e senza una situazione reale alle spalle non lo ottieni.
Le regole italiane: l'AIRE serve, ma da sola non basta
Per il fisco italiano resti residente in Italia se, per la maggior parte del periodo d'imposta, cioè più di 183 giorni, hai in Italia la residenza anagrafica, il domicilio o la presenza fisica. Ne basta una delle tre. Se resti iscritto all'anagrafe di un comune italiano sei residente per definizione, ovunque tu viva.
Per questo l'iscrizione all'AIRE, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero, è il primo passo: ti cancella dall'anagrafe del comune e toglie all'Agenzia delle Entrate l'argomento più facile. Ma l'AIRE è necessaria, non sufficiente: l'Agenzia può sostenere che il tuo domicilio, il luogo delle relazioni personali e familiari, è rimasto in Italia.
Gli indizi sono concreti: la casa dove vive la famiglia, la scuola dei figli, le utenze, l'auto, i conti movimentati, i giorni effettivi in Italia. Un trasferimento sulla carta con la famiglia a Milano non regge; uno con casa, famiglia e lavoro a Bucarest regge. Chi ha una situazione mista deve parlarne con un commercialista in entrambi i paesi prima di muoversi, non dopo.
Doppia residenza: come decide la convenzione Italia–Romania
Se Italia e Romania ti considerano entrambe residente, per esempio perché hai i 183 giorni rumeni ma la famiglia è rimasta in Italia, decide la convenzione contro le doppie imposizioni tra i due paesi. I criteri si applicano in ordine e ci si ferma al primo che dà una risposta:
- Abitazione permanente: sei residente dove hai una casa stabilmente a disposizione. Se ce l'hai in entrambi i paesi, si passa oltre.
- Centro degli interessi vitali: dove sono più strette le relazioni personali ed economiche.
- Soggiorno abituale: dove passi più tempo.
- Nazionalità: il paese di cui sei cittadino; se di entrambi o di nessuno, decidono le due amministrazioni di comune accordo.
L'ordine conta. Se hai una casa a disposizione solo in Romania, la convenzione ti assegna alla Romania anche se sei cittadino italiano. Se tieni la casa in Italia e ne affitti una a Bucarest, la partita si gioca sul centro degli interessi vitali, dove famiglia e figli pesano più di qualunque contratto.
Cosa cambia nelle tasse personali una volta residente in Romania
Da residente fiscale in Romania paghi le imposte rumene su tutto il tuo reddito e l'Italia perde il diritto di tassare i redditi che non nascono in Italia. L'imposta sul reddito delle persone fisiche è del 10%, con aliquota unica: stipendi, compensi da amministratore, affitti, lavoro autonomo. I dividendi sono tassati al 16% dal 2026, con ritenuta quando la società li distribuisce.
Sui dividendi si aggiunge la CASS, il contributo sanitario, dovuta quando i dividendi dell'anno superano soglie legate al salario minimo.
Per chi vive dei dividendi della propria società il confronto è netto: un residente italiano paga il 26% sui dividendi esteri, un residente rumeno il 16% più la CASS oltre soglia. Ma vale solo se la residenza rumena è reale e la convenzione ti assegna alla Romania; altrimenti l'Italia tassa lo stesso reddito una seconda volta e il credito d'imposta ne recupera solo una parte. I redditi che nascono in Italia, come un immobile affittato a Roma, restano tassati lì.
La società: conta da dove la gestisci, non dove è registrata
La residenza fiscale della società segue la stessa logica della tua: la sostanza. Una SRL è residente in Romania perché è amministrata dalla Romania, non perché è iscritta al Registro delle Imprese. Se l'amministratore vive a Torino, decide da Torino, firma da Torino e in Romania c'è solo una sede di domiciliazione, l'Agenzia delle Entrate può considerare la società residente in Italia: è l'esterovestizione, con recupero delle imposte italiane e sanzioni.
Il rischio scende quando la gestione è reale in Romania: un amministratore che vive lì, decisioni prese lì, un contabile e un conto bancario rumeni operativi, clienti nel paese, un dipendente, che è anche la condizione per la microimpresa all'1% sotto i 100.000 € di ricavi.
Il regime della società non cambia con la tua residenza: 1% da microimpresa con un dipendente, imposta sull'utile del 16% oltre il tetto, TVA al 21%. Le due domande, se conviene aprire e se conviene trasferirsi, restano separate: la prima è nella guida aprire una società in Romania conviene?, la seconda dipende da dove vuoi vivere davvero.
Tre situazioni a confronto
La tabella dice dove paghi le tasse personali, dove paga la società e qual è il rischio da gestire.
| Situazione | Tasse personali | Tasse della società | Rischio |
|---|---|---|---|
| Vivi in Italia e gestisci la SRL rumena da lì | Italia, sul reddito mondiale; dividendi rumeni al 26% | Romania sulla carta, ma l'Italia può considerarla residente italiana | Esterovestizione: imposte italiane sulla società, con sanzioni |
| Vivi in Romania stabilmente, con casa e famiglia | Romania: 10% sul reddito, 16% sui dividendi più CASS oltre soglia | Romania: 1% micro o 16% sull'utile | Basso, se AIRE e questionario ANAF sono a posto |
| Vivi in Romania, ma casa e famiglia restano in Italia | Contesa: decide la convenzione, spesso a favore dell'Italia | Romania, se la gestione è davvero lì | Doppia residenza: accertamento italiano sul reddito mondiale |
La terza riga è la più frequente e la più fragile: i 183 giorni ci sono, il centro degli interessi vitali no. Lì il certificato rumeno non basta, perché la convenzione guarda alla famiglia prima che ai giorni. Prima di contare sul 10%, fai contare i fatti a un commercialista italiano e a uno rumeno.
Checklist del trasferimento, dalla casa alla società
Se il trasferimento è reale, l'ordine giusto è questo:
- Casa in Romania con contratto di locazione o atto di acquisto a tuo nome: è la prova dell'abitazione permanente e da lei dipende tutto il resto.
- Registrazione della residenza e CNP: da cittadino dell'Unione ottieni il certificato di registrazione e il codice numerico personale, che è anche il tuo numero fiscale.
- Iscrizione all'AIRE tramite il consolato, per cancellarti dall'anagrafe italiana.
- Questionario ANAF al superamento dei 183 giorni, con i documenti di casa, famiglia e lavoro; poi il certificato di residenza fiscale.
- Posizioni in Italia: chiudi o adatti partita IVA, contratti, utenze, medico di base; decidi cosa fare di immobili e conti.
- Conto bancario rumeno a tuo nome, usato davvero per le spese di ogni giorno.
La società viene dopo la casa, non prima. Con Start4 la costituisci in 3–7 giorni lavorativi per procura, senza firma elettronica e senza viaggi: il pacchetto Business, 699 €, include la sede legale per 12 mesi, il NIF, l'aiuto con la banca, la scelta del regime fiscale, TVA ed e-Factura. Se la tua casa ha già un contratto che permette la sede, basta Start a 399 €; Premium, 999 €, aggiunge l'avvocato e 3 mesi di assistenza. La contabilità costa 99, 149 o 249 € al mese, con assistenza in italiano, rumeno e inglese. Parti da aprire una SRL in Romania o dalla pagina principale di Start4.
Domande frequenti
Quando divento residente fiscale in Romania?
Quando superi i 183 giorni di presenza in 12 mesi consecutivi, oppure quando il centro dei tuoi interessi vitali, casa, famiglia e lavoro, è in Romania. Basta una delle due condizioni. Superati i 183 giorni presenti all'ANAF il questionario di residenza e ricevi la notifica con la data da cui sei residente.
L'iscrizione all'AIRE basta per non pagare le tasse in Italia?
No. L'AIRE ti cancella dall'anagrafe del comune, ma l'Italia ti considera ancora residente se per più di 183 giorni hai avuto il domicilio o la presenza in Italia. L'Agenzia guarda dove vive la famiglia e dove sono casa e interessi: l'AIRE è necessaria, i fatti devono confermarla.
Quante tasse pago da residente in Romania?
L'imposta sul reddito delle persone fisiche è del 10%, i dividendi sono tassati al 16% dal 2026 e sui dividendi oltre soglie legate al salario minimo si paga anche la CASS, il contributo sanitario. L'Italia non tassa più il tuo reddito mondiale, solo quello che nasce in Italia, come un immobile affittato.
Posso vivere in Italia e avere una società in Romania?
Sì, ma la società deve essere gestita dalla Romania. Se decidi tutto dall'Italia e in Romania c'è solo una sede di domiciliazione, l'Agenzia delle Entrate può considerarla residente italiana per esterovestizione. Serve un amministratore o una gestione effettiva nel paese, e i dividendi li tassi in Italia al 26%.
Cosa succede se Italia e Romania mi considerano entrambe residente?
Decide la convenzione contro le doppie imposizioni, con i criteri in ordine: abitazione permanente, centro degli interessi vitali, soggiorno abituale, nazionalità. Ci si ferma al primo che dà una risposta. Per farla valere servono prove: contratto di casa, certificato di residenza fiscale rumeno, documenti della famiglia. Parlane con un commercialista in entrambi i paesi.

